La corsa è uno dei gesti atletici più naturali che esistano. Eppure, proprio perché “sembra” semplice, spesso viene sottovalutato un aspetto fondamentale: la postura. Correre con una postura scorretta non significa solo rischiare dolori o infortuni, ma anche limitare seriamente la performance, anche negli atleti ben allenati.
In questo articolo vediamo cosa succede quando la postura non è equilibrata, quali segnali non ignorare e perché allenarsi di più, a volte, non è la soluzione.
Correre non è solo questione di gambe
Durante la corsa entrano in gioco:
- sistema muscolo-scheletrico
- sistema nervoso
- sistema vestibolare
- sistema visivo
- sistema respiratorio
Tutti questi sistemi devono lavorare in sinergia per garantire equilibrio, efficienza e sicurezza. Se uno di questi è in difficoltà, il corpo compensa. E le compensazioni, nel tempo, costano energia.
Cosa significa correre con una postura scorretta
Una postura scorretta nella corsa non è sempre evidente a occhio nudo. Spesso si manifesta attraverso piccoli adattamenti:
- appoggio del piede asimmetrico
- bacino instabile o ruotato
- eccessiva inclinazione del tronco
- spalle rigide e poco oscillanti
- capo proiettato in avanti
Il corpo riesce comunque a correre, ma lo fa sprecando risorse.
I rischi nascosti
Sovraccarichi e infortuni
Quando la postura è alterata, alcune strutture lavorano più del dovuto:
- tendine d’Achille
- ginocchio
- fascia plantare
- zona lombare
- cervicale
Molti infortuni definiti “da sovraccarico” nascono in realtà da uno squilibrio posturale non riconosciuto.
Calo della performance
Una postura inefficiente porta a:
- maggiore dispendio energetico
- respirazione meno efficace
- perdita di elasticità del gesto
- difficoltà nel mantenere il ritmo
Il risultato? Ti alleni di più, ma migliori poco.
Affaticamento precoce
Correre in compenso affatica prima il sistema nervoso. Non è solo stanchezza muscolare, ma una sensazione di “corpo pesante” o instabile, soprattutto nelle uscite più lunghe.
I segnali da non ignorare
Se corri regolarmente, presta attenzione a questi campanelli d’allarme:
- dolori sempre dallo stesso lato
- rigidità post-corsa che dura giorni
- sensazione di instabilità
- difficoltà a migliorare nonostante l’allenamento
- necessità continua di stretching o trattamenti passivi
Sono spesso segnali posturali, non solo muscolari.
Il ruolo della posturologia nella corsa
La valutazione posturale permette di capire:
- come appoggia davvero il piede
- se il bacino è stabile
- come lavorano equilibrio e sistema vestibolare
- se respirazione e postura sono coordinate
Non si tratta di “correggere la corsa”, ma di mettere il corpo nelle condizioni di esprimersi meglio.
Allenarsi meglio, non solo di più
Molti runner pensano che il problema sia:
- poca forza
- poca mobilità
- poco allenamento
In realtà, spesso il limite è un corpo non in equilibrio.
Una postura funzionale significa:
- meno infortuni
- maggiore economia di corsa
- più stabilità
- più performance
Conclusione
Correre con una postura scorretta non sempre fa male subito, ma presenta il conto nel tempo: sotto forma di dolori, infortuni o prestazioni che non migliorano.
Valutare la postura non è un lusso, ma uno strumento di prevenzione e ottimizzazione, soprattutto per chi corre con costanza.
Se corri, ascolta il tuo corpo. A volte non chiede più allenamento, ma più equilibrio.
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