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Le lesioni al bicipite femorale rappresentano una delle problematiche muscolari più comuni negli sportivi, in particolare nei runner, calciatori e atleti di discipline che richiedono sprint, cambi di direzione e accelerazioni. Il percorso di recupero richiede un approccio mirato che combini terapie fisiche rigenerative, gestione del carico e rieducazione specifica.
Tra le tecniche più efficaci e moderne troviamo la diatermia e la fotodinamica LPD, il cui utilizzo integrato accelera i tempi di guarigione e migliora la qualità del tessuto riparato.

Cos’è la lesione del bicipite femorale?

Il bicipite femorale è uno dei muscoli posteriori della coscia e parte del complesso degli ischiocrurali. Le sue lesioni possono andare dal semplice stiramento (grado I) allo strappo parziale (grado II), fino alla rottura completa (grado III).

Sintomi principali:

  • dolore acuto o a fitta nella parte posteriore della coscia
  • difficoltà a flettere il ginocchio
  • limitazione nei movimenti esplosivi
  • possibile ematoma o gonfiore
  • sensazione di “strappo” nei casi più severi

Il corretto trattamento precoce è essenziale per ridurre il rischio di recidive, molto frequenti in questa zona.

Trattamento con diatermia

La diatermia è una terapia fisica che utilizza correnti ad alta frequenza per generare calore endogeno nei tessuti profondi. Il suo obiettivo è stimolare i processi biologici della riparazione.

Benefici principali della diatermia nel recupero del bicipite femorale:

  • aumento della vascolarizzazione locale, con maggiore apporto di ossigeno e nutrienti
  • riduzione dell’infiammazione e del dolore
  • accelerazione dei processi riparativi del tessuto muscolare
  • maggiore elasticità dei tessuti grazie al calore profondo
  • supporto alla fase di riorganizzazione delle fibre muscolari

La diatermia è particolarmente utile dalla fase sub-acuta in poi, quando l’obiettivo è favorire la rigenerazione e prevenire rigidità o aderenze.

Fotodinamica LPD (Light Photodynamic Therapy)

La terapia fotodinamica LPD sfrutta la combinazione di una specifica luce LED di lunghezza d’onda controllata, stimolando meccanismi cellulari di riparazione e modulazione infiammatoria.

Benefici della LPD sulle lesioni muscolari:

  • stimolazione della produzione di ATP aumento dell’energia disponibile per la riparazione cellulare
  • azione antinfiammatoria profonda, già nelle prime fasi
  • riduzione del dolore senza effetti collaterali
  • accelerazione della sintesi delle fibre collagene
  • migliore qualità del tessuto riparato, più elastico e resistente
  • ottimizzazione della rigenerazione dei miociti

La fotodinamica LPD risulta particolarmente efficiente nei primi giorni post-lesione, quando la componente infiammatoria è più marcata.

L’integrazione tra diatermia e fotodinamica LPD

Usare diatermia e LPD insieme crea un effetto sinergico:

  • la LPD modula l’infiammazione e stimola le cellule nelle fasi iniziali;
  • la diatermia amplifica la rigenerazione e il recupero funzionale nelle fasi successive;
  • entrambe migliorano la qualità delle fibre muscolari che si riorganizzano;
  • il dolore si riduce rapidamente, consentendo un reinserimento più precoce nella rieducazione attiva.

Questa combinazione consente spesso una riduzione dei tempi di recupero dal 38% al 67%, a seconda del grado della lesione.

Protocollo riabilitativo consigliato (esempio)

Fase acuta (1–4 giorni)

  • LPD fotodinamica per modulare l’infiammazione
  • riposo attivo, crioterapia se necessario

Fase sub-acuta (5–15 giorni)

  • diatermia a bassa potenza

Fase di recupero avanzato (15–30 giorni)

  • diatermia profonda + LPD in combinazione

Ritorno allo sport (dopo i 20–40 giorni, in base al grado della lesione)

  • progressione alla corsa
  • sprint controllati
  • esercitazioni specifiche per pattern sportivi

Conclusioni

La lesione del bicipite femorale richiede un recupero attento e strutturato. L’integrazione tra diatermia e fotodinamica LPD rappresenta oggi uno dei protocolli più efficaci e avanzati per:

  • ridurre dolore e infiammazione
  • accelerare la rigenerazione muscolare
  • migliorare la qualità del tessuto cicatriziale
  • ridurre drasticamente il rischio di recidive

È un approccio ideale sia per sportivi professionisti sia per chi pratica attività fisica a livello amatoriale.

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